RETRIBUZIONE INDIVIDUALE DI ANZIANITÀ (RIA) PER IL SOLO CONTRATTO DELLA DIRIGENZA MEDICO SANITARIA E VETERINARIA E NON PER IL COMPARTO. L’ORDINE DELLE PROFESSIONI INFERMIERISTICHE DELLA PROVINCIA DI LECCE NON CI STA

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E’ stata singolare la scelta del Parlamento di approvare un emendamento che implementa le risorse (circa 240 milioni di euro) per il prossimo contratto partendo dalla retribuzione individuale di anzianità (RIA) solo per la dirigenza medico sanitaria e veterinaria e non per i circa 700 mila operatori tra infermieri, ostetriche, tecnici sanitari, OSS ed amministrativi del comparto che sarebbe costata appena 20 milioni di euro.

Questo è quanto accaduto con l’approvazione all’unanimità in Commissione Bilancio della Camera dell’emendamento a prima firma dal responsabile per il PD delle politiche della salute Federico Gelli (Pd) che finanzia e ripristina la Retribuzione individuale di anzianità (Ria). Per valorizzare la presenza presso le strutture del Ssn del personale della dirigenza, con riferimento alla Ria, il Fondo sanitario nazionale viene incrementato di 30 mln nel 2019, 35 mln nel 2020, 40 mln nel 2021, 43 mln nel 2022, 55 mln nel 2023, 68 mln nel 2024, 80 mln nel 2025 e 86 mln a decorrere dal 2026. Queste risorse saranno destinate a incrementare il Fondo per il trattamento economico accessorio della dirigenza medica.

Di seguito si riporta la proposta di modifica n. 41.65 al testo del DDL per riferimento all’articolo n. 41 del DDL di Bilancio presentato il 18 dicembre 2017 in V Commissione Bilancio e Tesoro della Camera da Federico Gelli e altri parlamentari del PD, 5 Stelle, della Lega e da Forza Italia.

Dopo il comma 261, aggiungere il seguente: 261-bis. Al fine di valorizzare il servizio e la presenza presso le strutture del Servizio sanitario nazionale del personale della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria e di attenuare gli effetti finanziari correlati alla disposizione di cui all’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, con riferimento alla retribuzione individuale di anzianità, il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato è incrementato di 30 milioni di euro per l’anno 2019, di 35 milioni di euro per l’anno 2020, di 40 milioni di euro per l’anno 2021, di 43 milioni di euro per l’anno 2022, di 55 milioni di euro per l’anno 2023, di 68 milioni di euro per l’anno 2024, di 80 milioni di euro per l’anno 2025 e di 86 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026. Le risorse di cui al primo periodo sono destinate a incrementare il Fondo per il trattamento economico accessorio della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria. Conseguentemente, il Fondo di cui al comma 624 è ridotto di 30 milioni di euro per l’anno 2019, di 35 milioni di euro per l’anno 2020, di 40 milioni di euro per l’anno 2021, di 43 milioni di euro per l’anno 2022, di 55 milioni di euro per l’anno 2023, di 68 milioni di euro per l’anno 2024, di 80 milioni di euro per l’anno 2025 e di 86 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026.

41. 65. (Nuova formulazione) Gelli, Lenzi, Carnevali, Piazzoni, Amato, Argentin, Beni, Paola Boldrini, Capone, Casati, D’Incecco, Grassi, Mariano, Miotto, Piccione, Sbrollini, Grassi, Covello, Iacono, Palese, Antezza, Monchiero, Rizzetto, Guidesi, Simonetti, Cariello, Castelli, D’Incà, Sorial.

Invitiamo, gli Ordini Professionali e le diverse Associazioni Professionali, ad opporsi e mobilitarsi a questo provvedimento affinché anche il restante personale del comparto sanità possa avere questo riconoscimento economico. In particolar modo chiediamo a tutte le OO.SS confederali e di categoria, nelle trattative del rinnovo contrattuale in atto all’ARAN, di fare la loro parte al fine di trovare dei fondi aggiuntivi a compensare il personale del comparto sanità dimenticato nella RIA altrimenti demandare alle Regioni la ricerca di fondi accessori. Nell’esprimere disappunto sul provvedimento in parola, i Professionisti Sanitari nella prossima tornata elettorale sapranno sicuramente valutare ed esprimere il proprio consenso tenendo in debita considerazione i parlamentari che hanno VOLUTO QUESTA DISCRIMINAZIONE tra i diversi Professionisti della Salute.

Il Presidente Ordine delle Professioni Infermieristiche Lecce Dott. Marcello ANTONAZZO

 

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